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Save Our Social Europe – una prospettiva per il futuro

All’inizio del XXI secolo l’Europa affronta un momento critico: in gioco c’e’ il modello di societa’ che svilupparemo.Di fronte alle sfide del cambiamento demografico e dell’economia globale, la sfida consiste ora nel riconciliare il bisogno di costruire societa’ prospere e competitive assicurando al contempo che le persone in Europa ricevano un’ adeguata protezione sociale che restituisca loro la fiducia necessaria per fronteggiare un mondo in rapido cambiamento.

Alcuni sostengono che a causa delle differenti tradizioni nazionali in tema di stato sociale e sotto la pressione delle sfide poste dall’invecchiamento della societa’ e dalla disoccupazione, un modello sociale europeo non possa ne’ essere definito, ne’ sarebbe funzionale. Tutti i paesi Europei comunque credono nel diritto all’accesso a cure mediche e all’educazione per tutti, ad un alloggio decente ed alla protezione sociale. Insieme ai valori comuni, questi ideali costituiscono il nucleo del modello sociale europeo e hanno un ruolo fondamentale per la stessa definizione di Europa. In tempo di problemi economici, tagliare la sicurezza sociale e gli aiuti sociali che per decenni hanno forgiato la visione europea di una Societa’ socialmente responsabile, e’ una risposta sbagliata.a questi problemi.

Una questione di fiducia

L’Unione Europea vuole avvicinare a se’ i cittadini e ridurre la distanza nella comunicazione tra le sue istituzioni e i cittadini, che non conoscono molto sull’Unione Europea e non si identificano con l’idea di Europa. Questo vuoto nella comunicazione puo’ essere colmato solo se l’Unione Europea viene incontro alle aspirazioni e alle preoccupazioni dei cittadini europei. Le politiche proposte dall’Unione Europea invece spesso alienano la gente. Solo un’Unione Europea che non si focalizzi unicamente sulla crescita e la competitivita’, ma assicuri una democrazia partecipativa, rafforzi i processi di inclusione sociale e di conseguenza venga incontro alle aspirazioni della gente puo’ ri-alimentare nuovamente la fiducia nel progetto Europeo.

Chiediamo un’Unione Europea…

…che garantisca un approccio equilibrato tra politiche economiche, occupazionali e sociali.

Chiediamo ai capi di governo Europei di riaffermare il loro impegno per una forte dimensione sociale della Strategia di Lisbona. Negli ultimi anni, ci si è sempre più focalizzati sulla crescita e l’occupazione, sminuendo l’importante aspetto dell’inclusione sociale. Gli aspetti sociali della Strategia di Lisbona non possono essere ridotti a semplici ammortizzatori accessori alle misure economiche. L’inclusione sociale e’ un fattore produttivo importante per l’Europa quanto gli altri nonche’ il risultato della nostra comune storia Europea. Una forte dimensione sociale della Strategia di Lisbona necessita quindi di essere riportata in tutte le iniziative politiche, inclusi i Piani di Riforma Nazionale. Per avere un impatto decisivo l’inclusione sociale necessita di essere trasversale a tutte le aree politiche, inclusa quella relativa agli strumenti finanziari dell’Unione Europea.

... che garantisca una valutazione di impatto sociale per tutte le nuove misure ed atti legislativi

Con lo slogan ‘cutting red tape’ (‘tagliamo il nastro rosso’), l’Unione Europea si è prefissata l’obiettivo di semplificare il suo corpo legislativo. Quest’azione non dovrebbe però mettere in pericolo il livello degli standard sociali. Per il futuro chiediamo che l’UE non adotti alcuna proposta politica o atti legislativi senza una previa valutazione de lloro impatto sociale.

… nella quale ognuno abbia accesso a servizi sociali ed educativi di alto livello qualitativo

E’ necessario che le regole della concorrenza dell’UE, finalizzate a favorire la produttività Europea, garantiscano che i diritti dei lavoratori vengano rispettati in tutta Europa e che non venga messa a repentaglio l’ accessibilità a servizi sociali di interesse generale di alto livello qualitativo. Deve essere assicurato l’accesso a servizi sociali di alta qualità, che contribuiscono allo sviluppo della coesione sociale e dalla messa in pratica dei diritti fondamentali degli utenti e creano capitale sociale e così promuovono l’impegno civile. Un periodo di esenzione dalla legge della concorrenza dell’UE dovrebbe consentire di avere il tempo di comprendere il settore e elaborare proposte per assicurare una più ampia e trasparente concorrenza nell’UE.

...che realizzi l’idea di un lavoro decente per una vita decente (decent work for a decent life) per tutti

Assicurare un lavoro decente per tutti – un concetto che include l’accesso all’impiego, l’uguaglianza tra uomo e donna, i diritti sul lavoro, la protezione e il dialogo sociale – deve divenire l’obiettivo centrale dello sviluppo di un modello nel quale dimensione sociale ed economica vadano di pari passo – in Europa e nel mondo.

… che promuova politiche inclusive per l’educazione e la formazione

E’ cruciale assicurare opportunità d’educazione lungo l’intero arco della vita delle persone. Per essere effettive le strategie di apprendimento permanente dovrebbero essere complementari e agire in sinergia con altre politiche, ad esempio la ricerca, l’innovazione tecnologica, l’occupazione, la cultura e le politiche sociali. I Governi devono assumersi la responsabilità di assciurare un’educazione di alta qualità e rendere disponibili i migliori programmi di formazione interna e di apprendimento permanente che consentano ai lavoratori di aggiornarsi per acquisire nuove competenze e lavori e per fronteggiare con fiducia le incertezze.

… libera da ogni forma di discriminazione

L’Unione Europea e i suoi stati membri devono fare passi in avanti nella lotta ad ogni forma di discriminazione, sia all’interno che all’esterno dei luoghi di lavoro. Lo sviluppo di una politica comune sull’immigrazione, basata sui diritti fondamentali delle persone e non discriminatoria, potrebbe contribuire positivamente agli sforzi dell’UE di fronteggiare le sfide del cambiamento demografico e dello sviluppo tecnologico.

…. libera da discriminazioni di genere

Per assicurare un’equa rappresentanza delle donne nell’economia Europea sono fondamentali la pianificazione di politiche per la famiglia, per la cura e l’accesso alla cura degli anziani, per una affidabile e adeguata cura giornaliera dei bambini, per i benefit e la sicurezza del lavoro nel caso di maternità, come pure quelle politiche mirate ad eliminare le differenze delle retribuzioni tra i sessi aiutando maggiormente le donne occupate a tempo pieno. L’Unione Europea deve elaborare un’ effettiva strategia che affronti il problema della violenza contro le donne, delle violazioni dei diritti umani delle donne e di quegli innegabili ostacoli alla piena partecipazione della donna nella società.

 … che sia una voce autorevole a livello internazionale per una globalizzazione più equa e trasparente

L’Unione Europea si è assunta la responsabilità di affrontare la dimensione sociale della globalizzazione sia a livello europeo che internazionale. La Strategia di Lisbona richiede che si influenzi maggiormente la politica estera dell’UE e che venga definito una quadro generale per rispondere adeguatamente alla dimensione della sostenibililità della globalizzazione. Questo include la promozione a livello bi e multilaterale di politiche commerciali che aiutino pienamente lo sviluppo sociale e che poggino sugli elementi basilari del modello Europeo come alternativa a concezioni economiche puramente neo-liberalistiche. I negoziati nel contesto dell’OMC sono un luogo in cui l’UE può porre in risalto la specificità del modello basato sull’interrelazione tra politiche sociali, ambientali ed economiche come pure sulla solidarietà e sull’accesso ad un lavoro decente per tutti.

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